Il progetto

Scarica il nostro programma in versione PDF:
Programma integrale Ferrara Concreta

Ferrara Concreta è ad un tempo una realtà e un obiettivo. E’ una realtà nella sua veste di movimento che sostiene la candidatura del sindaco uscente, Tiziano Tagliani. E’ un obiettivo perché è la concretezza che dà forma ai progetti. E in un momento storico particolare, in cui la parola crisi viene evocata e pronunciata dai vari livelli istituzionali centinaia di volte al giorno, ed è ormai sinonimo di ‘depauperamento’, ‘assenza di lavoro’, ‘freno ai consumi’, ‘impossibilità di programmare’, noi riteniamo che lo spazio per vendere sogni – o nelle migliore delle ipotesi, buone intenzioni - , non ci sia più. Il tempo di ‘disfare’ ciò che è stato fatto in nome del cambiamento, di ricominciare daccapo, è finito. Ferrara non può più permetterselo, le Amministrazioni, tutte, sono in difficoltà. La bacchetta magica non l’ha nessuno e di libri dei sogni si può fare a meno. Per questo bisogna essere concreti, per questo serve continuità. In questo contesto nasce la lista civica Ferrara Concreta, dove il civismo non è ‘alternativo’ alla politica, e dove l’ecletticità è un punto di forza. Grazie alle nostre differenti professioni – dall’avvocato all’operaio - siamo sia fedele specchio delle articolazioni sociali che il Comune rappresenta, sia osservatorio capace di intercettare bisogni e aspettative.
Non siamo l’approdo dei delusi, sia chiaro. Siamo semmai il ‘via’ di chi ha entusiasmo e competenze specifiche da mettere a disposizione di chi governa. Abbiamo scelto di sostenere Tagliani perché in nome dell’interesse collettivo cui tutti i candidati, in maniera bipartisan, fanno da sempre appello, riteniamo che Ferrara abbia bisogno di guardare avanti senza interrompere quanto è fin qui stato fatto. Noi siamo certi che Ferrara abbia grandi potenzialità, molte ancora inesplorate, e siamo convinti di poter dare un contributo serio. Ma è il momento di condividere, non di dividere. Le grida, gli slogan, le continue recriminazioni sull’operato altrui non portano nulla.
Cosa vogliamo per Ferrara? Imprese che danno lavoro e non rimangono imbrigliate nella burocrazia, un ospedale accessibile, servizi per l’infanzia e la terza età, un ambiente sano, studenti che vengono alla nostra Università, strade senza dossi, sicurezza e decoro nel centro storico e nelle periferie, turismo. Tutti, a parole, siamo d’accordo. Tanto chi affonda le proprie radici nella destra quanto chi le affonda nella sinistra, tanto chi proviene dal centro quanto chi, semplicemente, non ha fatto vita né di parrocchia né di partito. Come la maggior parte di noi. La concretezza, allora, sta nel trovare insieme gli strumenti per raggiungere questi obiettivi. Così è nata Ferrara Concreta, sulla coscienza che Ferrara merita certamente di più, ma non è da rifare. E’ da migliorare. Molto, moltissimo, ma sfruttando l’immenso patrimonio umano, economico e culturale che c’è.

Per questi motivi abbiamo obiettivi ambiziosi, ma fattibili, a supporto del programma elettorale - condiviso - del sindaco uscente, Tiziano Tagliani, che ha recepito anche il nostro contributo. Le nostre linee guida fondano sulla consapevolezza che le risorse economiche di cui dispongono gli Enti sono limitate, i trasferimenti statali e regionali sono stati irrimediabilmente ridotti negli ultimi anni, i Comuni lottano per non tagliare/togliere i servizi. Servizi di cui, aumentando la condizione di indigenza della popolazione, vi è sempre maggiore richiesta e necessità. E’ la lotta di tutti gli Enti, non solo il nostro. All’interno di questo contesto difficile, non esistono pozioni prodigiose. Esistono semmai ricette, per permettere alla città di tornare quanto prima in ottima salute. Ma la prerogativa deve essere, sempre e comunque, la concretezza, che nell’amministrazione della cosa pubblica non è elargizione di promesse propagandistiche, ma possibilità di fare e attuare politiche serie.

Questo è possibile ragionando sulla base delle competenze dei Comuni, che si apprestano ad assorbire parte delle funzioni delle Province, ma che ad oggi, per esemplificare, si occupano di gestione dei servizi pubblici locali - dal trasporto urbano alla distribuzione di luce e gas attraverso le municipalizzate; di traffico e controllo delle emissioni inquinanti; di manutenzione delle strade di pertinenza; di servizi sociali; di asili nido e scuole dell’infanzia; di manutenzione edilizia delle scuole primarie e secondarie (elementari e medie); di servizi scolastici come trasporto, mensa, supporto per i portatori di handicap; di controllo del territorio attraverso la Polizia Municipale; di pianificazione territoriale; di riqualificazione urbana; di rilascio di autorizzazioni per l’uso di aree pubbliche e per l’apertura di locali pubblici; di concessioni su beni demaniali; di gestione dello Sportello Unico per le Imprese; di promozione del patrimonio culturale; di gestione di canili e gattili. Ambiti, tutti, che riguardano in maniera diretta la nostra vita quotidiana.

Il Comune è da sempre l’Ente più vicino ai cittadini, quello cui i residenti di un territorio si rivolgono come interlocutore privilegiato. Deve continuare ad essere così.

Il nostro OBIETTIVO è rendere Ferrara una città moderna, innovativa, inclusiva. Dove visioni e aspirazioni europeiste convivono con la necessità di mantenere alta la qualità e la quantità di servizi per i cittadini e l’impresa. E dove l’accesso ai servizi - laddove regolato dalle dichiarazioni Isee – preveda una maggiore controllo di queste ultime. La nostra è una popolazione sempre più fragile, perché sempre più ‘vecchia’, sempre più costituita con famiglie che pur possedendo magari una casa e quindi un ‘patrimonio’ hanno il problema dell’assenza del lavoro e quindi dell’effettiva disponibilità di danaro, dove è forte la presenza di stranieri che vivono anche in forma maggiore questi problemi. Vogliamo una città che unisca il rafforzamento dell’impegno sul ‘sociale’ – da intendersi in tutte le declinazioni, dall’ingresso alle scuole per l’infanzia all’assistenza ai disabili e alla loro integrazione nel tessuto imprenditoriale/cittadino, agli anziani – con la volontà di affrontare la sfida della globalizzazione senza soccombere alla crisi economica. Una città capace di fronteggiare l’emergenza senza che la soluzione dell’emergenza diventi l’obiettivo unico. La crisi, che vede certamente aumentare la richiesta di assistenza, non può essere un alibi per non innovare.

I SERVIZI sono il cuore di ogni ‘politica’, perché misurano la sensibilità e la lungimiranza di un’Amministrazione. La loro erogazione, e prima ancora la loro richiesta, sono lo specchio della società. Normalmente si ragiona per comparti: infanzia, disagio economico, handicap, immigrazione, terza età. Oggi più che mai le difficoltà economiche delle famiglie, insieme alla medesima difficoltà degli Enti nel disporre di risorse, rischiano di generare una conflittualità che mai dovrebbe esistere. Ecco perché dovrebbe essere maggiormente monitorato l’accesso alle prestazioni sociali, non solo con un maggiore controllo sulle dichiarazioni Isee, ma forse addirittura con una loro rivisitazione. Il patrimonio non coincide necessariamente con la ricchezza, con la disponibilità di danaro, può essere anzi un fardello. Soprattutto in un momento, l’attuale, in cui il comparto immobiliare è fermo e ‘vendere’ per garantirsi liquidità è un miraggio. A risentirne di più sono l’infanzia e la terza età. Il motivo è semplice: in entrambi gli ambiti, si tratti di iscrivere i figli al nido o alla scuola dell’infanzia, o di collocare genitori o parenti anziani in strutture, le rette rischiano di essere inaffrontabili e non alla portata di chi, di fatto, vive esclusivamente del proprio lavoro. Partendo dal presupposto che l’istruzione non comincia con la scuola dell’obbligo, ma prima, con la possibilità per i bambini di relazionarsi con i coetanei; e che l’istruzione, da adulti consapevoli, è portatrice di una cultura capace di rispettare gli anziani e di non considerarli un ‘peso’ o un ‘costo’, ecco che è quanto mai urgente cercare soluzioni non di emergenza, ma capaci di guardare oltre. Soluzioni che potrebbero trovare un punto di incontro con il privato. Non solo in qualità di gestore delle strutture, ma prima ancora come promotore. Con un pubblico che vigila con un sistema di convenzioni. Incoraggiare l’imprenditorialità nel campo dei servizi, soprattutto quelli rivolti all’infanzia e alla terza età, significa non solo muovere ricchezza, ma garantire la sicurezza del tessuto sociale. E soprattutto, prevedere il futuro.

La priorità è l’IMPRESA – da quella manifatturiera a quella turistica, da quella agricola allo spin off universitario - attorno a cui ruota la ricchezza di un territorio e il benessere dei cittadini-lavoratori. Le aziende devono essere liberate dai lacci di una burocrazia che la imbriglia in mille adempimenti da risolvere e che si traducono in perdita di tempo ed energia. Per ridurre le ‘cattive’ pratiche burocratiche serve un piano vero, che alla luce dell’urgenza e della complessità degli adempimenti necessari in materia valorizzi la figura di responsabile Suap (Sportello unico attività produttive), in seno a cui deve passare tutto l’iter dei processi autorizzativi. Introdotta in altri Comuni della Penisola, questa figura, nel pieno espletamento delle proprie funzioni, si è rivelata fondamentale in termini di semplificazione da una parte ed efficienza dall’altra. Bisogna proseguire e rafforzare la strada della semplificazione amministrativa, è una condizione necessaria affinché Ferrara sia appetibile anche e soprattutto per investitori esterni, italiani e stranieri. E perché si sviluppi nuova occupazione. Bisogna generare start-up innovative e favorire il trasferimento tecnologico, anche grazie alla realizzazione di fab-lab, in cui fare ricerca e divulgazione tecnologica in scala ‘ridotta’, grazie a un censimento delle eccellenze presenti sul territorio. Favorire la loro comunicazione integrata, significa ottimizzarne le potenzialità e sviluppare nuove idee e nuovi prodotti. Il tutto in linea col concetto di rete. Fondamentale si ritiene pertanto l’apporto, altrettanto concreto, delle associazioni di categoria, in un lavoro sinergico con Comune, Università e Centri per l’Impiego. E’ indispensabile, oggi che si parla tanto di smart city, aggregare gli imprenditori attorno a un’idea forte, col sostegno delle istituzioni, per poter coinvolgere anche città vicine. Ferrara, da sola, senza ‘alleanze’, ha una capacità di sviluppo ridotta e rischia il progressivo depauperamento invece che una lineare e consolidata ricrescita. Anche per questo motivo bisogna avere chiari gli ambiti prioritari di sviluppo, senza che siano calibrati sulla base di richieste estemporanee. Bisogna cominciare a ragionare in termini di distretti. A sollecitarci in questa direzione è, ad esempio, l’arrivo a Ferrara di Berluti, che ci ricorda l’antica vocazione della città, un tempo famosa proprio per la presenza di attività legate alle calzature. Stesso discorso per il campo della logistica, con l’insediamento della Toyota a Ostellato, che nel comparto del magazzinaggio e delle medie e grandi distribuzioni può creare un indotto che interessa direttamente le attività del capoluogo. Per chiudere col Polo Chimico, che da sempre contraddistingue la città.

Sono strettamente connesse all’impresa, perché l’efficienza dei collegamenti stabilisce la vicinanza o la distanza – non solo chilometrica – da alte città metropolitane. Avere tracciati facilmente percorribili aumenta l’appeal di un territorio e quindi il suo sviluppo. Le competenze specifiche del Comune sono pressoché limitate alla viabilità urbana, sulla cui manutenzione e riqualificazione si deve continuare ad investire. Al tempo stesso, per non ‘ingolfare’ la città, va ripensato il trasporto pubblico, il cui utilizzo deve essere incoraggiato. Serve aprire un ragionamento sulle sue articolazioni, in termini di destinazioni e fasce orarie e utenza. Da non trascurare la necessità di coprire tutto il territorio con la banda larga, oggi più che mai indispensabile per le aziende e i loro rapporti commerciali.
Va intesa in senso lato, come lotta alla micro criminalità e al degrado urbano, tanto più perché sono facce della stessa medaglia. Per attuarla, serve da un lato il potenziamento del presidio delle forze di Polizia Municipale in orario diurno e serale nei parcheggi, così da debellare la presenza di abusivi e non disincentivare il passaggio in centro storico. Per combattere il suddetto abusivismo e l’accattonaggio, va estesa anche l’illuminazione e l’installazione di telecamere, almeno nelle zone critiche. Per sconfiggere il degrado, è fondamentale mantenere il decoro delle piazze e dei luoghi di aggregazione di capoluogo e periferia attraverso interventi di riqualificazione straordinaria e ordinaria, quali ad esempio la sistemazione dei marciapiedi e la ripresa dei dossi nelle strade, che minano la percezione della sicurezza fisica. Dalla percezione della sicurezza, infatti, che si traduce spesso in bellezza, passa il senso di appartenenza dei residenti alla propria città e l’appeal della stessa verso i turisti.
E’ il commercio, il primo a risentire sia della crisi economica, sia della mancanza di sicurezza. Ogni serranda abbassata, indebolisce la città. Ogni serranda alzata, favorisce il presidio della città. Oltre a garantire passaggio, vendita e consumi. Con la collaborazione degli agenti immobiliari, bisogna evitare che vi siano locali che in seguito a chiusure rimangono sfitti troppo a lungo. Bisogna sollecitare politiche di locazione soddisfacenti per i proprietari, ma incentivanti per chi decide di aprire una propria attività. Accanto, bisogna estendere la possibilità di apertura domenicale per tutti gli esercizi, anche per quelli che oggi non ne usufruiscono. E’ necessario favorire la concessione di spazi a privati che vogliono organizzare sul suolo pubblico iniziative di carattere collettivo, quindi di valore sociale. Redigere, una volta per tutte, un regolamento che disciplini gli sgravi di cui possono usufruire gli esercizi coinvolti in opere pubbliche di particolare entità, laddove il protrarsi dei lavori compromette gli introiti.
Proseguimento della bonifica dell’area del Petrolchimico, così da ridurre l’impatto ambientale per la città e attrarre nuove imprese. Proseguimento, ancora, dell’impegno per rendere Ferrara leader nel riciclo della plastica. Due condizioni indispensabili per creare occupazione e ridurre l’inquinamento. Sul fronte rifiuti, in particolare, va potenziata la raccolta differenziata, maggiormente curata la collocazione dei cassonetti, aumentati gli sgravi per quanti conferiscono abitualmente nelle isole ecologiche. Non meno importante, nel rapporto con la quotidianità dei residenti, la sistemazione degli accessi alla città attraverso la realizzazione di aiuole a tema e ‘arredo’ in verde dei vicoli pedonali che congiungono le vie. Interventi che possono essere effettuati in collaborazione con le associazioni agricole e, con funzione educativa, anche con gli istituti scolastici, mediante la formula del concorso di idee, che sollecita nei ragazzi il senso della responsabilità, del civismo e riduce i costi a carico dell’Amministrazione. Dando al contempo ai giovanissimi, che il territorio lo vivono e ne sono dunque fruitori, la possibilità di comprendere come funzionano gli Enti.
Una città bella e pulita, in cui ci si può muovere agilmente e in cui i collegamenti sono semplici, è ‘turistica’. Questo per quanto attiene il ‘contenitore’, che funge da vetrina ad iniziativa culturali, gastronomiche, sportive, fluviali, convegnistiche. Poi serve il contenuto. E su questo Ferrara ha potenzialità inespresse. Per esplorarle, bisogna tenere conto delle nuove modalità con cui gli stessi operatori gestiscono la promozione. Prima era il web, inteso come siti, ora i social. Strumenti attraverso cui attrarre il turista, sempre più autonomo nell’organizzazione dei propri viaggi. Ecco perché le smart card, che mettono in rete beni culturali e servizi, e che soprattutto raccolgono informazioni sui movimenti e sulle preferenze del turista, forniscono dati che se raccolti e messi a disposizione di tutti potrebbero migliorare l’offerta. Punti di forza della città sono certamente il Castello, che potrebbe ospitare mostre temporanee compatibili con il percorso realizzato dall’architetto Gae Aulenti, creando una sorta di corridoio ‘concettuale’ con la Pinacoteca Nazionale, oltre che con altri musei. In questo modo, entrambe le strutture verrebbero ulteriormente valorizzate. Ancora, si deve ragionare nell’ottica di un Meis – oggi realizzando – finito. L’integrazione culturale deve diventare la strada maestra per promuovere Ferrara con strumenti semplici. Disporre ad esempio all’interno di ogni museo cittadino, materiale inerente tutti quelli presenti sul territorio, con particolare rilievo ad iniziative contemporaneamente in corso. Fare una mappatura degli immobili privati che, con disponibilità dei proprietari, possano accogliere le associazioni culturali oggi in difficoltà per la riorganizzazione degli edifici. Il rischio, diversamente, è che un grande patrimonio, umano e documentario, vada perduto. In tema di eventi, va rilanciato un calendario unico, cui privati ed Enti facciano riferimento. Questo eviterebbe sovrapposizioni, competizioni, periodi di grande fermento accanto ad altri di scarsa attrazione. In tema di iniziative, non è rimandabile la promozione di quei percorsi cicloturistici – ormai svariati, ma con Destra Po in primis - con l’organizzazione di appuntamenti ad hoc sugli stessi, magari creando collaborazioni con altre città e associazioni legate al mondo delle due ruote e con forum legati alla bicicletta, capaci di proporre visite guidate per la città e le sue ciclabili per ferraresi e turisti. In questo modo ‘vivrebbero’ autonomamente e fungerebbero da biglietto da visita di Ferrara. Su tassa di soggiorno, va istituito un gruppo di lavoro, non retribuito, per stabilire l’annuale destinazione degli introiti.
L’eccellenza ferrarese nel comparto agricolo è indiscussa. Con il superamento della Provincia, che aveva un assessorato dedicato, è indispensabile che gli operatori non siano disorientati, ma abbiano – in un’ottica di continuità – un interlocutore in seno all’amministrazione comunale capace di recepirne da subito istanze e necessità. Senza stravolgimenti. Contemporaneamente, si deve continuare a puntare sul made in fe, ossia sulle produzioni agricole locali e agroalimentari attraverso esposizioni, vendita e cultura dell’impresa agricola. Un aspetto fondamentale, quest’ultimo, per avvicinare al comparto anche chi non proviene da famiglie contadine. Tanto più perché è uno degli ambiti con maggiori prospettive occupazionali.
Il Comune non ha competenze specifiche, che spettano invece alla Regione, ma deve continuare a vigilare affinché Cona entri nel più breve tempo possibile a regime, senza più disagi strutturali che creano allarme nella popolazione; affinché la Scuola di Medicina non chiuda come si teme, perdendo un’eccellenza universitaria; affinché vengano completati i collegamenti stradali di accesso al nosocomio; affinché l’ex Sant’Anna di Corso Giovecca venga realmente utilizzato nella sua interezza, non solo per accogliere la Medicina di Gruppo; affinché l’eventuale fusione delle due aziende sanitarie (Ausl e Sant’Anna) non comporti una diminuzione delle prestazioni.
Il valore dello sport è indiscusso sotto il profilo aggregativo, sociale, educativo. Bene va l’orientamento verso la ristrutturazione, l’adeguamento, il potenziamento, l’affidamento esterno di tutti gli spazi a disposizione dell’amministrazione. Una certa attenzione si chiede verso le società che abbinano all’attività sportiva quella sociale. E anche verso quelle più piccole, che promuovo attività dilettantistiche, ma che soprattutto nei territori periferici hanno una funzione vitale. Tutti i centri sportivi pubblici devono essere dotati di defibrillatori. E laddove le risorse comunali non sono in grado di affrontare l’acquisto di tutti, è opportuno favorire l’incontro tra potenziali donatori e riceventi.

Contatti

Ferrara Concreta

L’associazione Ferrara Concreta nasce da 18 persone che hanno deciso di supportare il sindaco uscente di Ferrara Tiziano Tagliani nella sua candidatura alla carica di sindaco di Ferrara nelle elezioni amministrative 2014 attraverso una lista civica che possa portare competenze soprattutto di persone che finora sono state estranee alla vita politica.